spaventata accendo voli

Spaventata,
accendo voli farfallini
in strati superficiali
di ogni conoscenza
da vodka e sguardi lascivi.

Sono murata d'illusioni
pietrose,
ballerina mascherata
animata da un movimento
teatralmente esposto alla musica.

Fragile,
ripenso a vecchie letterature
che si conoscono forzatamente
annegando nell'infanzia bambina,
mi sento dunque
dall'età di sette anni
un vaso di terracotta
circondato da vasi ferrosi.

Cattiva l'umanità
almeno quanto la inseguo,
curiosa ricercatrice
d'armonie e fini massimi,
spiritica convinzione di elevazione morale
fino alla perfetta conoscenza
nei cieli universali angelici.

Ho sceso, dandoti il braccio,
almeno un milione di scale
ed ora che prendo coscienza
del tuo perenne distaccamento
di angosce
sento il vuoto ad ogni gradino.

La conoscenza
dei miei propri limiti
diviene la maggior nemica
delle mattine gelide
sul pullman delle 7.35,
svengo davanti alla profondità
della sofferente sensibilità
compagna di prospettive,
entità predominante
mangiatrice di perispirito vaporoso.

Denutrita assenza di fiducia
divora lenta ciascuna possibilità
legata alla mia salvezza;

tu, vampiro travestito d'amicizia,
comandi tra morsi e sguardi
la mia bocca
piena di cioccolato
e bugie.