Lea ViolettaLea Violetta
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narratrice post mortem
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narratrice post mortem

da POST MORTEM

🧍‍♀️ Identità

La Narratrice è una donna di ventisette anni (ventisei all'inizio della relazione col Filosofo) che si trova a Roma, dove ha stabilito un patto d'amore settimanale con il Filosofo dopo aver vissuto una profonda perdita o abbandono ("Da quando Jean se n'è andato io vivo come fossi morta"). Il Filosofo la percepisce come "eroica" e dotata della "veemenza di un quadro espressionista".

💭 Carattere

Si sente svuotata e sbalzata fuori da sé stessa in seguito alla partenza di Jean, aderendo alla relazione col Filosofo per "forza d'inerzia".
È passiva e ubbidiente nell'accettare le "condizioni" del patto e si sente spinta a continuare i rapporti sessuali con "ostinazione sospetta", non per piacere, ma come adesione al piano di morte.
È introspettiva e propensa all'autoanalisi, ma si riconosce come una persona non ambiziosa e che "dagli altri non voglia niente", pur manifestando una "singolare forma di determinazione".

🎭 Ruolo

La Narratrice incarna la condizione di "morte in vita" e funge da strumento consenziente per il desiderio di morte del Filosofo (il suo "tentativo di suicidio"), guidando il lettore attraverso la dinamica di un "patto militare" che sostituisce l'amore con l'assenza di sentimento e la vicinanza all'abisso.

📖 Estratti

I. Discorsi Diretti della Narratrice

Estratto
Contesto
«Allora come passa le sue giornate?»
Domanda al Filosofo dopo che ammette di non riuscire più a lavorare.

II. Autodescrizione e Pensieri della Narratrice

Estratto
Contesto
«Sono felice che sia successo. Ormai non esisteva che per compiacermi e neanche ci riusciva.»
Riflessione sulla morte del padre.
«Un giorno so che mi troverò nella sua stessa situazione. Allora invocherò la morte, che mi prenda alle prime luci dell'alba, nel silenzio, com'è successo a lui.»
Desiderio di morire nelle stesse condizioni del padre.
«M'interrogavo sul motivo del suo desiderio, dal momento che sembra assolutamente incapace di provare ancora sentimento o passione.»
Analisi del desiderio del Filosofo, che la porta a definirsi il suo tentativo di suicidio.
«Ci siamo conosciuti una sera di luglio a Roma, dove lui abita in un palazzo che chiama La Biblioteca.»
Ricordo del primo incontro con il Filosofo.
«Annuivo distrattamente.»
Reazione mentre il Filosofo le mostra i volumi nella biblioteca.
«Ho ventisette anni, ne avevo ventisei quel giorno di fine luglio in cui abbiamo fatto l'amore...»
Dichiarazione della sua età nel presente e nel passato recente.
«Avevo freddo mentre mi spogliava, una vaga sensazione di nausea.»
Sensazione fisica ed emotiva durante il primo rapporto con il Filosofo.
«Penso a quanto mi converrebbe firmare un regolamento del genere anche con Jean, a quanto ci sarebbe convenuto, perché ormai è troppo tardi.»
Confronto tra il patto con il Filosofo e la relazione passata con Jean.
«Ho la sensazione di essere stata trascinata fino a quella tavola per forza d'inerzia, d'aver perso quell'aderenza agli eventi che ci rende protagonisti della nostra vita, di essere stata definitivamente sbalzata fuori da me stessa.»
Percezione di passività e perdita di controllo.
«Da quando Jean se n'è andato io vivo come fossi morta, nella più totale assenza di me.»
Stato esistenziale successivo alla separazione da Jean.
«Mi chiedo se il filosofo non vorrebbe un'amante più gaia, più grassa, più spensierata.»
Insicurezza sul modo in cui viene percepita.
«Quando esco dalla sua Biblioteca cammino a lungo, passo tra i tavolini vuoti di Campo de' Fiori e poi salgo verso il Gianicolo.»
Descrizione delle sue abitudini dopo gli incontri.
«Anche io voglio continuare, non ne ho mai abbastanza. Quando salgo su di lui mi sembra di essere in guerra, in sella a un cavallo.»
Interpretazione del rapporto sessuale come battaglia.
«Tengo una mano dietro la schiena, l'altra sul suo petto.»
Posizione assunta durante l'atto.
«Io non avevo mai avuto un amante, neanche un compagno segreto. Mentre mi aggiro in accappatoio per i saloni del palazzo, m'immagino d'essere la Favorita del Re. Come lei, traggo vantaggio dalla mia invisibilità e sono crudele.»
Parallelo con la figura della Favorita del Re.
«Mi vede bene in ruoli perturbanti: come Ligeia, Vampira, Ofelia. Mi chiede di tenere addosso le calze scure, di non avere pietà per lui.»
Ruoli e richieste che il Filosofo le attribuisce.
«Non siamo mai arrivati a darci del tu. Ormai il momento giusto è passato...»
Osservazione sulla formalità che permane tra loro.
«Quando vado da lui mi vesto di nero.»
Scelta dell'abbigliamento per gli incontri.
«Restiamo insieme finché il cielo rischiara perché anche io non riesco a dormire.»
Condivisione dell'insonnia con il Filosofo.
«Non gli ho neppure detto che mio padre è morto stamattina e che io ne sono felice.»
Segreto taciuto al Filosofo.

III. Commenti di Altri Personaggi sulla Narratrice

Estratto
Contesto
«Ma lei sa proprio tutto»
Osservazione del Filosofo quando la nota annuire ai riferimenti librari.
«L'amore è un patto militare»
Definizione del Filosofo della loro relazione.
«Firmi»
Ordine del Filosofo al momento della stesura del patto.
«Lei possiede la veemenza di un quadro espressionista, e penso soprattutto a Schiele per le sue forme essenziali e a Soutine per i suoi toni accesi. In un modo tutto suo, lei è eroica.»
Valutazione del Filosofo dopo averla analizzata.
Mi risponde che io sono già sua figlia, che lui sapeva che un giorno, verso la fine, mi avrebbe finalmente avuta.
Replica del Filosofo quando la narratrice gli chiede se gli piacerebbe averla come figlia.

I keep my visions to myself

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Tengo le mie visioni per me