
eugenia
🧍♀️ Identità
Eugenia è una giovane donna (avrà poco più di vent'anni), minuta e diafana, dall'aspetto fragile, che presenta un viso tondo da bambola russa incorniciato da un vistoso cappellino con una piuma. Viene percepita come a disagio o imbarazzata, con uno sguardo trasognato e una strana fissità che la rendono per metà assente.
💭 Carattere
Tende al disagio e all'isolamento: appare imbarazzata e silenziosa in contesti sociali, denotando un corpo gracile e leggero.
È soggetta a profonda instabilità emotiva (diagnosticata come isteria da altri personaggi), che si manifesta attraverso attacchi fisici improvvisi, tremiti e irrigidimento del corpo.
Durante le crisi, assume una vitalità dionisiaca e proclama con terrore avvertimenti profetici, invitando gli astanti a "scappare" dalla città che cammina sul "vivo fuoco".
🎭 Ruolo
Eugenia funge da catalizzatore drammatico e introduce il tema del pericolo esoterico, poiché le sue manifestazioni deliranti (nonostante la spiegazione razionale) rompono l'ordine mondano e svelano un "sottosuolo" minaccioso, ponendo il fragile confine tra patologia mentale e possessione spirituale.
📖 Estratti
I. Discorsi Diretti di Eugenia
Estratto
Contesto
«Vivo fuoco. Vivo fuoco. Il sottosuolo del palazzo …»
Prime parole pronunciate da Eugenia dopo che il suo corpo si irrigidisce e i suoi occhi «rosseggiarono».
«C'è il sottosuolo, oltre il pavimento.»
Continua la sua esternazione, indicando una presenza o un elemento sotto la Ca' d'Ambra.
«Annego!»
Parola pronunciata mentre si porta le mani al collo, come se stesse lottando per liberarsi da una stretta mortale.
«Sono nella pietra viva. I complici del Diavolo sono tra di noi. Camminano sul vivo fuoco. Mi portano nel sottosuolo … Il sogno, ahimé! Ahimé!»
Proclama un'espressione di marcato terrore, affermando di essere intrappolata e sotto l'influenza del male.
«Lasciate questa città! Scappate! Scappate!»
L'ultimo avvertimento lanciato, immediatamente prima di lanciare un urlo acuto e svenire.
II. Descrizione di Eugenia da Parte del Narratore
Estratto
Contesto
Era minuta, diafana, avrà avuto poco più di vent'anni e faceva intravedere un viso tondo da bambola russa sotto a un vistoso cappellino con una piuma.
Descrizione della donna al tavolo con l'Avvocato Carraro, prima che si presentasse.
Sembrava a disagio con loro e forse addirittura imbarazzata; oltre al cappellino, il suo abbigliamento era povero e aveva uno sguardo trasognato, connotato da una strana fissità. Pareva essere per metà assente.
Osservazione del suo stato emotivo e del suo aspetto, che suggerisce una fragilità.
Pensai che il suo gracile corpo poggiato con grazia sulla sedia si sarebbe potuto sollevare per intero da quanto aveva l'aria d'essere leggera. Taceva.
La percezione del suo corpo esile e del suo silenzio.
Il suo corpo, che prima sembrava così vacuo, si fece rigido come ferro. I suoi occhi rosseggiarono, animati d'improvviso da una vitalità dionisiaca, irrefrenabile; le pupille si agitavano nell'orbita bianca.
Il suo aspetto durante l'attacco, che manifesta una trasformazione fisica e oculare.
La ragazza prese a gorgogliare e dalla sua bocca uscirono due o tre rantoli prolungati e rauchi.
Il suono emesso prima di iniziare a parlare durante la crisi.
La testa iniziò a tremarle mentre il busto rimaneva immobile.
La descrizione del tremito e dell'immobilità del busto.
piegò il collo in avanti. Temetti si potesse spezzare in due, invece rialzò con uno scatto la testa liberandosi del cappellino.
La dinamica del suo movimento del collo durante l'attacco.
Poi lanciò un urlo acuto, e svenne.
La conclusione drammatica della sua crisi.
Luchino aveva appena terminato il bacio a mano a Eugenia quando questa ricadde sulla sedia dalla quale si era alzata.
Il gesto galante di Luchino e il successivo collasso di Eugenia.
Anche se poi si era riavuta, senza dare ulteriore segno di squilibrio, non riusciva a ricordarsi niente di quello che le era accaduto, né tantomeno la motivazione di quelle parole minacciose che aveva rivolto a tutti noi in stato di delirio.
Il suo stato dopo la ripresa e l'amnesia sull'accaduto.
L'attacco epilettico, i tremiti, tutti i sintomi rientravano nella diagnosi di Eugenia.
Interpretazione razionale (freudiana) di Luchino e Polo sulla sua condizione, identificata come isteria.
In una persona come lei, la malattia mentale si prendeva gioco del fisico ed emergeva senza preavviso...
Riflessione di Luchino e Polo sul manifestarsi della sua patologia.
Senza dubbio, ne stava analizzando il comportamento per raccogliere materiale e concludere il suo studio sulle patologie femminili, problemi che lo interessavano ormai da tempo.
Considerazione sul modo in cui il Professor Doloso affrontava il caso di Eugenia.
Affermava che anche se i fantasmi non esistevano... le forze oscure popolavano la terra anzitempo e passavano i loro messaggi approfittandosi delle menti più deboli.
Interpretazione di Iole e della madre che legge la crisi come un segnale di forze oscure.
III. Dialoghi di Altri Personaggi Riferiti a Eugenia
Estratto
Contesto
«Mi chiamo Eugenia.»
Presentazione al tavolo del ristorante.
«Eugenia, mi senti? Dove sei?»
Faifofer cerca di farla rinsavire durante la crisi.