
amante filosofo
da POST MORTEM
🧍♀️ Identità
Il Filosofo è l'amante maturo della narratrice, un uomo che ha riscosso un recente successo mondiale grazie ai suoi trattati di metafisica e che abita in un palazzo a Roma denominato La Biblioteca. È una figura fisicamente compromessa da una grave malattia al cuore, che si presenta stanco di tutto e insonne, tanto da essere percepito come un tentativo di suicidio.
💭 Carattere
È un uomo metodico e abitudinario, che stabilisce in modo risoluto le condizioni del patto amoroso (come la frequenza degli incontri e il divieto di auguri o telefonate).
Ha da sempre avuto bisogno che le cose stessero al loro posto per non impazzire e manifesta un gran dispetto per tutte le feste religiose e civili.
È un osservatore scrupoloso, capace di trarre conclusioni acute sulla narratrice, definendola dotata della "veemenza di un quadro espressionista" e "eroica".
🎭 Ruolo
Il Filosofo ricopre il ruolo di catalizzatore nichilista che incarna la fusione tra eros e morte (il suo desiderio è il tentativo di suicidio), stabilendo il "patto militare" che regola l'assenza di sentimento e l'adesione della narratrice alla sua nuova condizione esistenziale.
📖 Estratti
I. Il Filosofo: Discorsi Diretti
Estratto
Contesto
«Ma lei sa proprio tutto»
Detto alla narratrice, forse in tono beffardo, dopo che lei annuiva distrattamente mentre passeggiavano tra i volumi e lui le indicava un libro.
«L'amore è un patto militare»
Affermazione rivolta alla narratrice per definire la natura del loro rapporto.
«Firmi»
Ordine che il Filosofo rivolge alla narratrice dopo aver stabilito le condizioni del patto.
«Lei possiede la veemenza di un quadro espressionista, e penso soprattutto a Schiele per le sue forme essenziali e a Soutine per i suoi toni accesi. In un modo tutto suo, lei è eroica.»
La conclusione che il Filosofo trae dopo aver studiato scrupolosamente la narratrice.
«L'aspetto.»
Risposta alla domanda della narratrice su come trascorre le giornate, dopo aver ammesso di non riuscire più a lavorare.
II. Il Filosofo: Descrizione da Parte del Narratore
Estratto
Contesto
Ho un amante con problemi al cuore. Anche lui è stanco di tutto, la notte non riesce a dormire.
La prima introduzione del personaggio, che ne sottolinea la condizione fisica e l'insonnia.
Il mio amante ci incontriamo una volta alla settimana. Così abbiamo stabilito fin dal principio, con risolutezza.
Riferimento alla risoluta abitudine settimanale stabilita dal Filosofo.
Ha ragione, questo palazzo non si può definire una casa, mancano i requisiti essenziali: niente cucina, un gabinetto al fondo del ballatoio.
Riferimento al suo palazzo a Roma, chiamato La Biblioteca, per via della mancanza di elementi tipici di una casa.
Lui m'indicava qualche volume qua e là e mi domandava se lo conoscevo.
Descrizione delle attività fatte insieme nelle prime due serate, camminando per la biblioteca.
Quella sera abbiamo cenato insieme. La cameriera mi ha lanciato una rapida occhiata mentre posava sul tavolo una teglia di ceci e patate. Prepara nella sua cucina e poi porta con sé il necessario. Cibi poveri, come a lui piace sottolineare.
Descrizione delle sue abitudini alimentari e del servizio fornito dalla cameriera.
Dopo mangiato ha voluto prendere un foglio su cui annotare le sue condizioni.
Azione che precede la formalizzazione del patto con la narratrice.
scrive che non vuole ricevere gli auguri di Natale, nessuna telefonata per il suo compleanno, che «ha in gran dispetto tutte le feste religiose e civili
Descrizione delle sue condizioni annotate sul foglio.
Non abbiamo mai dormito insieme. Mi parla della sua malattia con puntualità, verso la fine dei nostri incontri. Ci tiene a farmela presente come fosse una terza figura lì insieme a noi.
Descrizione della sua abitudine di discutere della sua malattia.
Deve essere un abitudinario come mio padre. Entrambi hanno trascorso la maggior parte del loro tempo a scrivere mettendo a repentaglio la mente. Fuori dalla scrittura, hanno da sempre avuto bisogno che le cose stessero al loro posto per non impazzire.
La narratrice traccia un parallelo tra il Filosofo e suo padre in termini di abitudini e bisogno di ordine.
A quanto pare la sua malattia è grave. Ne è affetto da tre anni. Il recente successo che hanno riscosso in tutto il mondo i suoi trattati di metafisica, a detta sua, è ciò che l'ha fatto ammalare.
Dettagli sulla sua malattia, sulla sua durata e sulla sua presunta origine (il successo).
Sui piani della libreria stanno esposte certe sue fotografie insieme a noti scienziati e poeti.
Dettaglio sul suo ambiente e sulle sue frequentazioni passate.
Ne ho una dimostrazione ogni volta che facciamo l'amore, dal modo in cui lui ansima dopo l'orgasmo, prima di implorarmi di ricominciare ancora. Lo vuole con un'ostinazione sospetta, la stessa che si ha quando si vuole portare a termine un piano.
Descrizione della sua reazione dopo l'orgasmo e della sua ostinazione nel fare l'amore.
Il cuore si sente a malapena, giusto una debole pulsazione che pare non interrompersi. Forse è questa la sua anomalia.
La percezione del battito cardiaco della narratrice mentre gli sta sul petto.
Come tutti gli uomini che non hanno amici, il filosofo deve amare molto le donne. Sono sicura abbia avuto in passato molte altre storie simili alla nostra. È preparato. Rispetta un programma che, con ogni probabilità, ha preso forma negli anni perfezionandosi avventura dopo avventura.
La narratrice riflette sulle sue presunte esperienze passate con le donne.
Ha capito che invece io non ne sono capace. Gli dispiace che non sia ambiziosa, che dagli altri non voglia niente.
La consapevolezza del Filosofo della natura della narratrice.
Non siamo mai arrivati a darci del tu. Ormai il momento giusto è passato, impossibile riaverlo indietro. Tra noi c'è troppa differenza di età: non possiamo fare progetti né giocare a inventare un futuro. La formula di cortesia ci ricorda che, oltre all'apparente vicinanza dei corpi, tra le nostre due esistenze si stende un abisso di cui dobbiamo tenere conto.
La narratrice descrive il significato della formula di cortesia («Lei») nel loro rapporto.
Dopo avermi raccontato della sua malattia, ammette di non riuscire più a lavorare, di essere un uomo finito, senza più pensieri.
La sua confessione riguardo al suo stato attuale.
Ha una predilezione per il raso, il pizzo, per i merletti.
Descrizione delle sue preferenze riguardo all'abbigliamento della narratrice.
Dice che dovrei fare l'attrice, propormi al teatro o al cinema d'essai. Mi vede bene in ruoli perturbanti: come Ligeia, Vampira, Ofelia. Mi chiede di tenere addosso le calze scure, di non avere pietà per lui.
I consigli e le richieste che fa alla narratrice riguardo alla sua carriera e al suo abbigliamento.
Il filosofo è sdraiato di fianco a me nel grande giaciglio di quercia. Mi rivolge uno sguardo supplichevole, tende la mano stravolta verso di me. Non si capacita di essere ancora vivo dopo tutto quel fare all'amore.
Descrizione della sua reazione e del suo stato fisico al termine dei loro incontri.
III. Il Filosofo: Dialoghi di Altri Personaggi Riferiti a Lui/Lei
Estratto
Contesto
Nessun dialogo di altri personaggi registrato
In base alle fonti fornite, non sono presenti dialoghi di altri personaggi (diversi dalla narratrice stessa) che facciano riferimento diretto al Filosofo.